Legend Of Dungeon – Ancora un altro Roguelike-like

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Simile ai simili di Rogue, potremmo definirlo piuttosto un TheBindingOfIsaac-like, visto che a voler essere fiscali le somiglianze portano maggiormente verso questo titolo specifico. Ma andiamo con ordine.

Legend Of Dungeon è un’avventura a 2.5 dimensioni il cui scopo è esplorare i 26 piani di un dungeon infestato da mostri e, una volta in fondo, risalire con il bottino. Facile a dirsi! Ma -credetemi- molto meno a farsi. Si tratta senza dubbio di uno dei giochi più difficili che mi sia capitato di affrontare ultimamente, e per ultimamente intendo da quando ancora i giochi non ti prendevano per mano, tanto arduo da entrare dritto in lista per il premio Bestemmiometro 2013. Dopo la recente scoperta in ambito videoludico che ha scosso le fondamenta di tutta l’industria (per i meno avvezzi Cappelli=Gatti*Divertimento2), i Robot Loves Kitty non si sono lasciati scappare la grande opportunità di una vita e hanno sfoderato, seppure un po’ in ritardo, un simulatore virtuale di Gira la Moda con dentro gli zombie di Plants vs Zombies. Può sembrare che stia scherzando, ma non è del tutto così. Ad accompagnarci nell’ardua impresa avremo infatti a disposizione solo arma e cappello; di cui quest’ultimo da scegliere fra pesci marci, gatti, fez e tutta una serie di piccoli omaggi a tanti personaggi di videogiochi e della cultura popolare.

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Se durante i primissimi tentativi di affrontare l’impossibile discesa il gioco si presenterà con parvenze seriose, offrendoci in dotazione solo una spada e delle mele, ben presto ci ritroveremo a sparare raggi laser dagli occhi, usare tazze da caffè come oggetti contundenti e svomitazzare arcobaleni in giro. Tutto molto poco serio, divertente, ma soprattutto estremamente sbilanciato, dettaglio che renderà indispensabile una massiccia dose di fortuna (pari al tredici totocalcistico) per trovare equipaggiamento adatto ad affrontare gli avversari dei livelli più bassi. In compenso il tutto si traduce in uno spettacolo per gli occhi. Sì, perché se Legend Of Dungeon ha un punto di forza è senza dubbio l’ottima cura per la veste grafica (che sfrutta in modo estremamente moderno e originale le due dimensioni) il delizioso sistema di ombre dinamiche e gli effetti di luci e colori tanto semplici nell’aspetto quanto efficaci nel far vomitare arcobaleni anche al giocatore.

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Purtroppo anche in questo caso un gioco non si può giudicare solo dal vestito. Legend Of Dungeon si presenta infatti con meccaniche estremamente punitive al punto da essere frustranti; la morte del personaggio è infatti permanente e in caso si venga brutalmente sodomizzati da uno qualsiasi dei mostri, cominciare una nuova partita è l’unica opzione disponibile. Non un singolo frammento della fatica precedente verrà conservato, né sarà utile a sbloccare nulla che possa variare l’esperienza di gioco. Il numero non indifferente di mostri presenti ad ogni piano, la possibilità di recuperare punti vita solo una microscopica frazione alla volta tramite le succitate mele, e l’incredibile sbilanciamento degli oggetti casualmente rinvenibili nel dungeon riusciranno a spezzare il morale e la voglia anche dei più ostinati.

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Le prime ore di gioco risultano tuttavia molto divertenti grazie all’ironia e la varietà che la fanno da padroni. Ogni piano è composto da numerose stanze affrontabili singolarmente, non eccessivamente dispersive grazie all’intelligente sistema che ci indica le porte visitate (e quella da cui siamo passati l’ultima volta) fra le molteplici che possono essere presenti in una singola schermata. L’avventura cooperativa fino a quattro giocatori è presente purtroppo esclusivamente in locale; non ho avuto modo di provarla ma sembra facilitare estremamente la missione, poiché i personaggi possono resuscitare i compagni caduti.

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La gestione dell’inventario può sembrare difficoltosa e mal realizzata (in parte effettivamente lo è), ma si nota una scelta di design dietro la semplice icona in cui dover far scorrere tutto il contenuto del nostro zaino (armi, cappelli, consumabili e strumenti vari sono tutti all’interno della disordinata sequenza) fino a trovare l’oggetto che desideriamo utilizzare. Il gioco conservativo è estremamente punito, in favore di una scelta più efficiente di cosa portarsi dietro e cosa accantonare senza tanti rimorsi in un angolo: non esistono infatti negozi a cui vendere o benefici rilevanti nel portarsi dietro un arsenale. In poche parole “snello è bello”, almeno secondo questi programmatori.

7 / 10

Basilare in tanti sensi, Legend Of Dungeon è consigliato ai giocatori pazienti o coraggiosi in cerca di un’avventura al tempo stesso semplice, ma estremamente impegnativa. Guadagnarsi il tesoro e un posto nell’olimpo della classifica online è… un traguardo per pochi.

Ve lo potete pigliare a 10€ su Steam oppure direttamente sul sito dello sviluppatore.

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