The Clockwork Man – Un corso interattivo d’inglese

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A quanto pare va di moda lo stereotipo della ragazza ingegnera.  Poco più di un mese fa vi parlavamo della povera Claudia di Legend Of Fae, aiutata meccanicamente nella sua deambulazione da un congegno tecnologico, mentre oggi ci dedicheremo interamente alla bella Miranda Calomy di The Clockwork Man.

Nipote di un famoso scienziato inglese, la giovane (?) e gnocca protagonista dai capelli bianchi si ritroverà a cercare alcune parti meccaniche necessarie per il super segreto progetto del nonno. Attraverso alcuni indizi e indovinelli da scovare nelle varie zone di gioco, Miranda si inoltrerà in un viaggio verso il Sud America, in un’ambientazione dai colori vittoriani. Niente di meglio per una giovane interessata a entrare alla Steamworks Accademy. Miranda però non sarà sola nella sua quest: accanto a lei il piccolo Sprocket, una sorta di robottino ottocentesco, la aiuterà nell’identificare tutti gli oggetti necessari.

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Ma di che stiamo parlando? The Clockwork Man si presenta al pubblico come un’interessante nuova versione dei classici Hidden Object Game (HOG d’ora in poi), vale a dire quelle avventure in cui il gameplay prevede unicamente di cercare degli oggetti nascosti tra i diversi scenari. Con l’apposito elenco degli oggetti mancanti nella parte bassa dello schermo, il giocatore dovrà scandagliare e aguzzare la vista per trovare ogni oggetto della lista a disposizione. La scena degli HOG è abbastanza florida, soprattutto in casa Big Fish Games, ma benché la casa americana non sia mai riuscita a proporre qualcosa di veramente innovativo, i ragazzi di Total Eclipse Games sono riusciti, almeno parzialmente, a riprogrammare la formula.

Oltre all’aiuto del già citato Sprocket, aiuto che si articola in 4 modalità diverse (ricerca generica di un oggetto, ricerca specifica di un oggetto scelto dal giocatore, ricerca per oggetti metallici e ricerca per sagoma dell’oggetto), gli scenari di gioco presentano delle nuove “modalità” esplorative che ci sono piaciute molto. In aggiunta ai normali livelli “statici”, Miranda dovrà compiere le sue ricerche anche all’interno di livelli zoomabili o di livelli scrollabili: nei primi, una parte dello scenario sarà analizzabile con ancora più attenzione, mettendo in risalto molti più oggetti e quindi molti più particolari; nella seconda, invece, lo scenario stesso sarà spostabile verso destra o sinistra, permettendo una ricerca a 180° (più o meno) nella scena stessa e presentando possibili sovrapposizioni di oggetti. A ciò si aggiungono la totale casualità della posizione degli oggetti che, se rigiocati gli stessi livelli (magari nella modalità di gioco libera), cambieranno posizione, e la presenza di scene in cui risolveremo degli enigmi in pieno stile da avventure grafiche in prima persona. Tutte nuove idee interessanti che ci piacerebbe venissero utilizzate nei prossimi HOG, vista la profondità aggiuntiva di gioco che ne deriva.

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The Clockwork Man si mostra molto gradevole alla vista (anche se non presente la modalità widescreen), così come all’udito. Dei brani in stile ottocentesco accompagnano l’intera avventura, ma nessuno di questi risalta in maniera particolare, a differenza dell’eccellente e chiara recitazione in lingua inglese. Anche il tocco grafico rende giustizia all’ambientazione, con fondali e oggetti totalmente disegnati a mano e incastonati magistralmente. Il gioco però non riesce a convincere pienamente, pur avendo queste belle frecce al suo arco. Prima di tutto, non esiste un limite ai click che è possibile compiere durante le ricerche, quindi i meno pazienti potranno sempre cliccare all’impazzata per trovare uno o tutti gli oggetti dell’elenco, senza rischiare così di ricevere alcun malus. In aggiunta a ciò, non esiste alcun limite di tempo nella ricerca, che da una parte è un’ottima cosa (visto l’obiettivo del gioco di rilassare), ma dall’altra rende lecito anche il più superficiale approccio di gioco, che in ogni caso si rivela piuttosto inutile data la misera durata della campagna base: circa 2 ore. Ed è un gran peccato vista la cura certosina di Total Eclipse Games nel creare un HOG simile. Infine, e mi dispiace molto elencarlo tra i difetti del gioco, nella versione Steam (quella da noi provata) non esiste alcuna traduzione per questo titolo, e a volte (in base alla vostra cultura linguistica) sarete necessariamente costretti a cercare i termini degli oggetti da trovare. È anche vero che imparerete i termini per “lampada per saldare”, “borsellino portamonete”, “chiave a tubo” e “cuscino ricamato”, e che farete pratica con un’ottima pronuncia inglese (imparando correttamente durante i dialoghi recitati), ma non crediamo che il giocatore medio italiano di HOG ne sarà particolarmente contento.

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6 / 10

Che aggiungere per chiudere… il gioco ci è piaciuto, ma ci dispiace che manchino misure anti-lamer e che bisogna necessariamente conoscere bene l’inglese per potersi gustare il gioco, o in alternativa comprare il gioco (tradotto in 10 lingue diverse tra cui la nostra) non da Steam. Per dovere di cronaca segnaliamo la presenza di un secondo capitolo, The Clockwork Man 2: The Hidden World – Ultimate Edition, che speriamo di poter analizzare presto, visto che è stato tradotto anche in italiano. La differenza di prezzo tra i due è minima (e questo ci dispiace visto che ci pare troppo alto per ciò che viene proposto), ma il primo è totalmente supportato da Steam. In attesa che anche il secondo capitolo lo sia, non ci sentiamo di bocciare questa piccola perla, ancora da rifinire.

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