Blocks That Matter – New Wave Of Super Mario

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La settimana scorsa con altri 3 colleghi di ufficio abbiamo deciso di iniziare New! Super Mario Bros. Wii alle ore 22.00 di domenica sera. Come potete immaginare, il lunedì si lavora, e vi assicuro che non si lavora affatto bene quando, alle ore 5.45 della mattina dopo, arrivati al finalissimo castello di Bowser, l’unica cosa a cui pensi è fare il culo allo storico arcinemico del baffetto italojapponese.

Eppure Mario è Mario, c’è poco da fare, e nel tempo in molti hanno tentato di copiarlo, emularlo o semplicemente prendere ispirazione per rimodellarne la formula. Blocks That Matters fa parte di quest’ultimo gruppo di giochi, un gruppo ristretto ma che dà sempre soddisfazioni. Un platform in 2D quindi, un platform con blocchi da distruggere e, questa volta, da riutilizzare per andare avanti e completare i singoli quadri.

Il Tetrobot in tutto il suo splendore!

Come Super Mario aveva Peach, il Tetrobot (questo il nome del protagonista) ha Alexey e Markus, i quali non sono altro che i suoi poveri creatori rapiti da un supermegacattivone che li tiene prigionieri nel mezzo della foresta dimenticata… insomma, un espediente narrativo per giustificare la missione. I due umani faranno le loro apparizioni durante il gioco suggerendo al Tetrobot cosa fare per potersi potenziare e, quindi, guadagnare delle nuove abilità che gli permetteranno di sopravvivere e completare i nuovi quadri. Ma non solo: una volta sbloccata un’abilità, questa sarà retroattiva, il che significa che in qualsiasi momento sarà possibile rigiocare un livello precedente per poter recuperarne il “blocco importante: per ogni livello di gioco, infatti, è nascosto un mattone da raggiungere e trivellare, così da sbloccarne l’icona nel menu di selezione livello e il simpatico tributo a cui fa riferimento.

Non poteva certo mancare un blocco dedicato alla saga Nintendo!

Lo schema del gioco, pur ricalcando i classici platform, aggiunge due importantissimi novità, nonché principali caratteristiche del titolo stesso. La prima riguarda il poter riutilizzare i blocchi che si distruggono durante il livello: ne esistono di vari tipi e ad ognuno si applicano determinate regole (quelli di sabbia non possono rimanere sospesi per aria, quelli di ossidiana non sono trivellabili, quelli di legno sono infiammabili etc etc….). La seconda invece, di riflesso, riguarda la maniera attraverso la quale questi blocchi vengono riutilizzati. Con la pressione dell’apposito pulsante, il gioco verrà messo in pausa per passare alla modalità costruzione. In questa modalità sarete costretti a usare sempre 4 blocchi per operazione, o meglio, 4 blocchi alla volta, non uno più non uno meno. Un escamotage interessante che rende il gameplay più complesso, ma non per questo impossibile, date le regole che si applicano ai vari blocchi (come dicevamo poco prima). Se inizialmente, quindi, vi sarà possibile trivellare i blocchi di sabbia, legno e pietra, successivamente imparerete l’abilità di far saltare in aria 8 blocchi attaccati tra di loro, o la possibilità di maneggiare quelli diamantini. In aggiunta a ciò, la rigiocabilità del titolo, o meglio, dei quadri, viene pesantemente consigliata e invogliata dalla possibilità di guadagnare delle stelle d’oro, o la tanto unica, quanto quasi impossibile da ottenere, stella verde, portando con sé alla fine del livello quanti più blocchi possibili. Senza considerare che, oltre al fattore piacere nel raccogliere i blocchi importanti, questi sbloccheranno nuovi livelli segreti…

A questa salsa già pepata di gioco, si aggiunge un editor abbastanza facile da utilizzare, e la possibilità di condividere e scaricare nuovi livelli con tutti gli altri giocatori. Attualmente di livelli aggiuntivi se ne trovano a bizzeffe, e la gestione di download e gioco è davvero immediata. Che dire… un gioco praticamente infinito, senza neanche contare i 40 e più livelli di base.
E se già, per essere un gioco indie in 2D, l’aspetto visivo piace e soddisfa, la colonna sonora (anche questa sbloccabile giocando) dona a Blocks That Matters un ulteriore valore, con le sue trame retrò e d’accompagnamento; e questa volta (finalmente!) con il volume tranquillamente regolabile. Senza considerare che è possibile scaricarla a partire da 3 € a questo indirizzo.

Creare una scala in modalità “costruzione” non è mai stato così facile!

10/10

Sinceramente non siamo riusciti a trovare particolari difetti a questo gioco. I meno esperti di platform (leggasi: chi non ha mai giocato ad almeno un Super Mario) potranno lamentarsi di una difficoltà un po’ ripida, ma un’eccessiva semplicità, in un gioco simile, avrebbe portato solo alla noia. Ci si potrebbe forse lamentare dell’assenza dell’italiano tra le lingue di gioco (ora come ora sono solo inglese e francese), ma se non conoscete la lingua d’albione, che ci seguite a fare?
In una parola: capolavoro. Davvero, non fatelo scappare, perché perdereste un gioco da consigliare ai vostri nipotini. Proprio come fareste con il sommo Mario.

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