Age Of Empires II HD Edition – Operazione Nostalgia

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Da un po’ di tempo a questa parte stiamo assistendo alla riesumazione di alcuni brand piuttosto famosi, nella speranza di dar nuova linfa ai capolavori del passato. Questa scelta può essere letta in due maniere diverse: la prima, più ovvia, è che i comparti creativi delle software house siano caduti in una depressione più profonda del pozzo della dolce Samara. La seconda, più idealista, è che le grandi menti che governano il mercato videoludico vogliano far conoscere ai giovincelli quelli che sono stati i sommi nomi dei titoli che  hanno fatto la storia. Nel trenino con cacaomeravigliao in sottofondo, dietro ai vari Baldur’s Gate, Might & Magic e Torment 2, arriva anche Age Of Empires II HD Edition, capolavoro targato Microsoft nonché pietra di paragone per gli RTS di stampo classico.

Pubblicato nel 1999, Age Of Empires II: The Age Of Kings beneficiò neanche un anno più tardi di un’espansione chiamata The Conquerors: questi contenuti aggiuntivi, sempre ad opera di Ensemble Studios (che potremmo un po’ considerare come gli Age Of Empires Studios, dato che portano tutti la loro firma), rifinivano un prodotto che sarebbe diventato, di lì a breve, la più importante pietra di paragone per tutto un genere, il quale aveva visto la sua formula rinnovarsi più e più volte nel corso degli anni. Era il periodo dei Dune, dei Red Alert e poco dopo sarebbe toccato al fantastico Age Of Mythology (sempre Ensemble), ad Empire Earth e a Rise Of Nations: era l’età d’oro della strategia in tempo reale.

Le campagne si articolano in più missioni di difficoltà crescente.

Le campagne si articolano in più missioni di difficoltà crescente.

In questo tripudio di titoli di alto livello, Age Of Empires II è sempre riuscito a distinguersi. Complice una certa accessibilità, il capolavoro di Ensemble ha puntato molto sul fascino degli avvenimenti storici. Ogni campagna proponeva di poter seguire da vicino le vicende dei più grandi nomi del passato, da Saladino a William Wallace, passando per Attila e il Cid nell’espansione (con tanto di excursus aggiuntivi dedicati alle grandi battaglie non incluse nella campagne). Un Medioevo presentato in tutte le salse insomma, dagli inizi allo sviluppo (per quanto spesso sia considerato il periodo storico più oscuro e stagnante – idea assurda, ma non è il momento per discuterne), fino al suo termine prima dell’inizio del Rinascimento. L’importanza data all’aspetto storico è riscontrabile nel certosino lavoro di ricerca e di personalizzazione di tutte le 18 civiltà, inclusa una rappresentazione unica delle strutture, uno studio dei reali progressi scientifici e tecnologici raggiunti e la presenza di unità uniche per ognuna di esse. Si tratta di caratteristiche che vengono spesso date per scontate, ma che dimostrano una cura enorme verso aspetti che, nel pieno della partita, possono fare la differenza tra la vita e la morte.

Chiaramente, oltre alle 9 campagne che compongono l’esperienza in giocatore singolo, Age Of Empires II ha sempre potuto contare su una forte componente multiplayer arricchita da molteplici opzioni personalizzabili, dalle modalità di gioco selezionabili al tipo di mappa, passando per la quantità di risorse disponibili. Un livello impressionante di preferenze che offrivano – e offrono ancora – molta varietà per un gameplay che, oggigiorno, viene quasi sempre relegato e violentato a un semplice “sii più veloce dell’altro“. Per fortuna Age Of Empires II offre ancora quell’incredibile equilibrio tra il divertimento reciproco e la profondità tattica, dove il piacere della sfida è dato da battaglie campali e da strategie di movimento all’interno di mappe sempre diverse e potenzialmente ostiche per tutti i giocatori.

L'effetto dell'acqua è visibilmente migliore e piuttosto piacevole.

L’effetto dell’acqua è visibilmente migliore e piuttosto piacevole.

Ma perché tutta questa sfilza di parole su Age Of Empires II? Perché il 9 aprile uscirà su Steam la HD Edition a opera di Hidden Path Entertainment e siamo riusciti a provarla per voi. Prima di lanciarvi in bestemmi e insulti, sappiate che Microsoft è stata molto chiara a riguardo: si tratta dello stesso identico gioco di 14 anni fa, né più né meno, con l’aggiunta di svariati fix al famoso problema dell’acqua (con la versione base assumeva tutto lo spettro dei colori del fucsia), una migliore animazione delle fiamme e, soprattutto, la possibilità di giocare sia in finestra che in modalità schermo intero ad alte risoluzioni, o perfino su più schermi (peccato solo per il video iniziale rimasto a una risoluzione di 1280×720). Belle parole e bei fatti, supportati da un layout liquido dell’interfaccia di gioco, un po’ come funziona con i siti web: allargando o restringendo la finestra, questa assumerà sempre le stesse proporzioni, presentando una visione del campo molto più ampia ed estesa rispetto al passato. Oltre a ciò, le modifiche principali riguardano in particolar modo il comparto multiplayer, con l’aumento del limite delle unità a 500 (nella speranza che non overpowerizzi chi decida di utilizzare gli Unni), la gestione dei server interamente lasciata nelle sagge mani di Steam, il pieno supporto dello Steam Workshop – la piattaforma per sviluppo di mod e contenuti degli utenti – e tutta una serie di achievement di ogni tipo che, purtroppo, non siamo riusciti a vedere perché ancora nascosti sulla piattaforma del caro amico Gabe.

Tutto molto bello, davvero, soprattutto per un giocatore di vecchia data come me che ha sempre imprecato in cinque lingue ogni volta che voleva riprendere in mano questo capolavoro e goderselo nuovamente da solo o con amici. Sarei un pazzo fanatico se, però, non accettassi l’idea che dopo Age Of Empires II, molti altri titoli hanno portato delle novità al mondo degli RTS, che oggi risultano essere quasi essenziali per ogni esponente del genere. Mi riferisco, per esempio, alle scorciatoie da tastiera, presenti solo in minima parte, o ancora peggio ai comandi come il movimento d’attacco (la famosa A+click del mouse): elementi diventati ormai di uso comune e che hanno effettivamente migliorato la formula di gioco. In questo, l’operazione nostalgia di Microsoft è stata piuttosto limpida: l’obiettivo principale era unicamente quello di permettere a tutti di poter godere nuovamente di questo fantastico titolo senza avere grossi problemi. Non sono mai stati annunciati miglioramenti al gameplay o assurde enhanced edition che di “enhanced” non hanno assolutamente nulla, ma, sinceramente, qualche piccola correzione l’avrei preferita. Anche perché, e qui arriva la nota dolente, Age Of Empires II HD Edition arriva su Steam al costo di 18,99 €. A questo punto so che l’utenza si dividerà in due parti: i nostalgici probabilmente chiuderanno anche un occhio sull’esorbitante prezzo per un restyle (parzialmente possibile in maniera gratuita smanettando con la vecchia versione) di un capolavoro senza tempo, dotato di un  altissimo rapporto qualità/prezzo; dall’altra si schiereranno tutti quelli che non hanno mai toccato con mano cosa significa la vera strategia o, peggio, non sono mai riusciti a capire la vera anima di questa serie tanto importante per i cosiddetti Signori della Strategia.

Le sfide a più giocatori prevedono fino a 7 avversari!

Le sfide a più giocatori prevedono fino a 7 avversari!

8 / 10

Purtroppo si tratta di un processo inevitabile, ma se volete un parere sincero da chi è cresciuto a pane e RTS, sappiate che non potrete mai dire di aver giocato con un vero strategico senza aver completato tutte le campagne di questa pietra miliare dell’intera storia videoludica. Sicuramente in futuro il titolo sarà scontato nel corso delle celebri promozioni organizzate da Steam, anche perché le modifiche effettuate non giustificano una cifra simile. Ricordate però che Age Of Empires II non è un prodotto qualsiasi: rappresenta il punto più alto tutt’ora mai raggiunto per quel mix di strategia che, prima di tutto, richiede passione e studio; quel cocktail di sangue e cuore che vi farà scendere una lacrima per ogni unità che accidentalmente perderete nel vostro percorso verso la gloria definitiva.

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  • Enrico Ambrosi

    Io ho giocato all’epoca al capolavoro indiscusso AoE2. Ma non puoi far pagare 18 e passa euri un gioco che ha 14 anni per un semplice (?) rifacimento grafico. E’ un prezzo assurdo.

    • http://www.facebook.com/people/Marco-Tassani/760352181 Marco Tassani

      Concordo con te. Purtroppo (o per fortuna) mi stanno sul naso tutte queste versioni remastered HD che escono, che poi si rilevano essere le versione patchate e ad alta risoluzione delle vecchie glorie. Diversi i Remake, invece. Per fare un esempio Tomb Raider: Anniversary è una delle cose più belle e strappalagrimevirili su cui ho messo mano.

    • http://www.facebook.com/frankrichgood Francesco Riccobono

      Sì, anche io mi trovo d’accordo. È una batosta, anche perché, e lo ripeto, ciò che cambia è solo una risoluzione fissa “fluida”, che si adatta ai nuovi schermi, risolvendo i glitch grafici del tempo. Il gioco però fa scendere la lacrimuccia in questa nuova versione, non potevo non ammetterlo. :)